Repentance
Condizioni non proprio ottimali ma comunque scalabile in sicurezza
La salita si presenta articolata con ghiaccio morbido; dalla metà in poi la doccia è assicurata
Con Mugno in gran forma!
Gran Paradiso
Salire il Gran Paradiso a piedi il 31 Dicembre non è certo normale, ma di normale in questo inverno per adesso non vi è nulla!
Andrea ha pochi giorni a disposizione prima di tornare a Londra ed il suo entusiasmo per le montagne mi sorprende; dormire al freddo e le scomodità cercano di convinere la mia mente a non andare ma l'idea di salire l'ultimo giorno dell'anno in un posto per me magico ha il sopravvento: si parte!!
Per fortuna fino al rifugio non c'è neve e dal rifugio in poi risulterà essere compatta e portante. Partiamo alle 6.20, il sole putroppo si "sveglia" tardi in questo periodo, e dopo un'ora siamo alla base del ghiacciaio. Il tempo non è dei migliori ma non ci scorggiamo, non è freddissimo anche se un leggero venticello ci raffredda velocemente; grazie al vento però le nuvole/nebbie si muovono velocemente e si aprono panorami fino ad ora nascosti.
Andrea è contento, direi affascinato ed è questo che conta; continuiamo a salire ed in 4 ore siamo in cima. Oggi non c'è nessuno ed il "Granpa" è tutto per noi, spettacolo!
Bravo Andrea, un augurio per un nuovo anno e per i tuoi grandi progetti.
Tresenta
Bellissima gita di 2 giorni con gli instancabili Mario e Gianna. Dopo la salita alla Granta Parei di settimana scorsa per questo week-end novembrino la nostra meta sarà la Tresenta.
Le condizioni sono mutate: mercoledì passato ha nevicato fino ai 2000m del parcheggio, l'incognita della quantità di neve in quota mi spaventa un po'.
Partiamo il sabato dopo pranzo e con gli zaini carichi, ciaspole comprese, saliamo lentamente al rif. Vittorio Emanuele gustandoci le luci e le ombre del pomeriggio. Il locale invernale ha quel che serve: luce e stufa, ceniamo abbastanza presto e ci corichiamo nel letto ascoltando il forte vento all'esterno. Sveglia alla 5: colazione, prepariamo i thermos, ci vestiamo e poi via si comincia a salire accompagnati da una magnifica stellata.
Le neve fresca sarà circa 30cm e camminare con le ciaspole non è certamente la cosa più agevole ma la giornata è splendida e la meta è sempre più vicina. Arriviamo alla base della Tresenta dove riusciamo a salire ancora il primo pendio con le racchette, calziamo poi i ramponi e nonostante un vento fastidioso continuiamo verso la cima.
Il freddo è intenso, il vento fastidioso ma dopo 5 ore di marcia siamo in punta; il panorama attorno a noi è spettacolare, il contrasto tra il bianco della neve ed il marrone delle valli è qualcosa che si può vivere solamente in questo periodo; i laghi iniziano a ghiacciarsi e tutto sembra rallentare. Oggi siamo soli e questo rende il tutto ancor più magico: bravi Gianna e Mario!!
Granta Parei
Al ritorno dal mare torno con Mario e Gianna in montagna con grande voglia e serenità; l'Autunno è una stagione magica che regala grandi emozioni con i suoi colori e silenzi! Il posto è già di per se "magico" ma essere al rif. Benevolo da soli nella tranquillità più assoluta non ha prezzo.
Domani ci aspetta la Granta Parei: ceniamo presto, prepariamo lo zaino e chiacchierando "facciam" le 21, ora in cui decidiamo di andare a nanna.
Partenza alle 6:00, non fa freddo e per fortuna la prima parte di sentiero è sgombra dalla neve. Arriviamo al bivio per il "Col Goletta" e cominciamo a risalire la larga cresta che ci porterà al ghiacciaio. La neve man mano che saliamo di quota aumenta fino ai 30cm del ghiacciaio, mettiamo le ciaspole e ci dirigiamo verso la parete Ovest.
Tolte le racchette da neve calziamo i ramponi e cominciamo a salire il ripodo pendio. La neve recente non si è trasformata e quindi batto traccia, a volte anche fino alle ginocchia; il pendio per fortuna non è lungo e dopo non poche fatiche arriviamo sulla cima principale con gran soddisfazione.
Oggi siamo soli, la montagna è tutta per noi: complimenti a Gianna e Mario, "temerari, instancabili e sognatori".
Castore - Monte Rosa
Ultima gita della stagione estiva prima delle vacanze. I rifugi sono chiusi, le comodità vengono meno ma la montagna sembra
Abbiamo grandi idee per i prossimi tre giorni: la salita al Castore, discesa dalla Ovest, salire il Poluce e i Breithorn. Il primo giorno arriviamo al rif. Quintino Sella nel tardo pomeriggio, accendiamo la stufa e prepariamo la cena.
Durante la notte una bufera di neve e vento ci tiene compagnia ma per fortuna siamo al riparo; la temparatura esterna continua a scendere e la mattina con gran sorpresa scorgiamo il limite della neve attorno ai 2300m.
Il vento "forte" non smette di soffiare per tutto il giorno, il rifugio trema ed ogni signolo tentativo di uscire dal bivacco svanisce nel giro di pochi minuti; il vento continuo e le raffiche a 70-80 km/h rendono impossibile la camminata e la temparatura percepita dal corpo si aggira attorno ai -25°C.
Siamo costretti quindi a rimanere nel rifugio tutto il giorno aspettando e sperando che il vento si calmi per il giorno seguante. La stufa è sempre accesa ma sembra che non funzioni, il freddo è pungente e la notte sarà lunga. Alle 5 mi sveglio dal freddo, cerco in qualche modo di scaldarmi ma non ci riesco; aspetto le prime luci, mi alzo per riaccendere la stufa e noto con stupore che l'acqua nelle pentole è gelata. Il vento finalmente si è calmato, il cielo terso ci fa intuire che sarà una giornata fantastica, ci prepariamo e si parte. Si intravedono molti crepacci, segnale di questa estate eccezionalmente calda; la salita di per sè non è nulla di difficile ma una volta arrivati in cresta il vento ci accompagnerà fino in cima rendento il tutto un po' più complesso. Tornati al rifugio felici ma provati dal freddo preso nei tre giorni decidiamo che l'avventura può terminare qui.
Cervino
Il Cervino...è la montagna, sognato e desidarato da qualsiasi alpinista
Non vi è una via di salita che si possa definire "easy", la cresta dell'Hornli anche se non tecnicamente difficile è lunga, sia in salita ma ancor più in discesa
Con Paul tentiamo la salita in una bellissima giornata di Settembre, le condizioni sono buone, la temperatura giusta ed il poco vento sono dalla nostra parte; non siamo velocissimi e man mano che saliamo la stanchezza si fa sentire sempre di più. Arriviamo alla spalla a circa 4180m, è tardi, la cima è lì mancano 300m, possiamo continuare ma una volta in cima siamo solo a metà del tragitto; la discesa è ancora più insidiosa della salita, se poi aggiungiamo la stanchezza il rischio aumenta considerevolmente.
Come "Guida" il mio primo obiettivo è l'incolumità mia e della persona che è con me; anche io vivo le forti emozioni che la montagna sà regalare ma una parte più razionale cerca sempre di tenermi legato alla realtà facendomi considerare i vari rischi possibili.
Guardo Paul e con un po' di amarezza gli dico che dobbiamo tornare indietro, oggi il Cervino non sarà nostro; il sogno è svanito ma non è perso, il Cervino come qualsiasi altra montagna è sempre lì ad aspettarci. A volte si è vincitori, a volte bisogna aspettare un secondo "round" per poter assaporare la gioia della cima.
Bivacco Grivola - Punta Bianca
Un posto magico, selvaggio ed isolato con una magnifica vista sul gruppo del Gran Paradiso
Come prima cosa devo fare i complimenti a Mario e Gianna, per la loro tenacia e volontà; il primo giorno la strada per salire al bivacco è davvero lunga e lo zaino carico d'acqua e di cibo non è certo dei più leggeri. Il sentiero nella prima parte è agevole; arrivati a 2560m lo si lascia e si inizia a salire lungo un canalone seguando ometti e bolli gialli. Più si prende quota e più il paesaggio diventa severo e selvaggio, la ricerca dell'itinerario richiede una buona capacità d'osservazione per non ritrovarsi in posti non troppo piacevoli
Arrivati al bivacco, finalmente ci rilassiamo bevendo un thè caldo e prepariamo la cena. La neve a terra ci ricorda che non farà troppo caldo; internamente ci sono 7,5°C! Va beh ci manteniamo giovani... La notte passa veloce sotto un triplo strato di coperte; qualdo ci svegliamo il cielo sereno ci dà il buon giorno, colazione veloce e pronti per salire alla Punta Bianca 3787m
Le temperatura è decisamente sotto lo zero e la neve si è gelata facilitando la progressione . La salita è veloce ed in poco meno di 2 ore siamo in cima; la vista è spettacolare, sembra di toccare con un dito sia il Gran Paradiso che la Grivola, foto di rito e via veloci al bivacco dove ci aspetta Mario. La macchina è solo 2240m più in basso, ma questa è un'altra storia...
Haute Route - Chamonix_Zermatt
Bellissima attraversata glaciale che si sviluppa lungo la classica Chamonix-Zermatt
Inutile dire che si attraversano immensi ghiacciai con fantastici paesaggi; le morene giganti riportano la mente alla "piccola era glaciale" quando i ghiacciai riempivano le valli, ora guardandomi attorno provo un senso di tristezza pensando a come sarà il futuro. La terza tappa ci porta in cima alla Tete Blanche 3710m, punto panoramico per osservare la Dent d'Herens ed il Cervino. La discesa lungo il ghiacciaio di Stocki è insidiosa ma spettacolare: si attraversano numerosi crepacci dalla svariate forme e dimensioni.
Un ringraziamento a Stefano e Rocco per questi 4 giorni: la guida lavora quasi sempre "solitaria" e passare del tempo con amici oltre che colleghi rende il lavoro più piacevole.
Percorsa in quattro giorni partendo da Arolla per arrivare a Zermatt. Punti d'appoggio: Cab. des Vignettes, Cab. de Bertol, Schonbiel hutte
































































































































